Google Scholar: cos’è e come si usa?
Come cercare articoli scientifici in un universo enorme come Internet? È una domanda che probabilmente si pongono molte persone interessate alla ricerca scientifica. Nell’era delle fake news e della pseudoscienza è difficile trovare informazioni affidabili, e quasi tutti vogliamo essere certi che ciò che apprendiamo sia fondato e corretto. Che cosa fare, quindi? In nostro aiuto arriva Google Scholar, il motore di ricerca delle pubblicazioni scientifiche.
Che cos’è Google Scholar?
Google Scholar è un motore di ricerca online gratuito e specializzato, che permette di consultare banche dati contenenti pubblicazioni scientifiche di diversi ambiti.
Grazie a questo strumento, inserendo le stesse parole che useremmo nel normale motore di ricerca Google, possiamo trovare studi scientifici che nella ricerca standard finirebbero nelle pagine più lontane a causa di un posizionamento peggiore.
Su Google Scholar possiamo trovare gli abstract delle pubblicazioni scientifiche oppure i testi integrali, quando disponibili, oltre a rapporti scientifici, relazioni, lavori accademici e brevetti.
Si tratta di una banca dati enorme, ma abbastanza semplice da usare anche per chi è alle prime armi. Nel campo di ricerca inseriamo le parole chiave o le espressioni che ci interessano. È bene ricordare, però, che conviene usare singole frasi piuttosto specifiche. Le ricerche generiche produrranno numerosi risultati, molti dei quali potrebbero non esserci utili.
Navigare nel motore di ricerca è molto intuitivo e nel pannello laterale sinistro abbiamo a disposizione diversi filtri che semplificano il lavoro. Per prima cosa possiamo scegliere l’intervallo di date che ci interessa, perché l’inserimento di parole chiave generiche potrebbe far comparire pubblicazioni risalenti persino alla fine del XIX secolo.
In seguito possiamo ordinare i risultati per pertinenza, cioè in base alla coerenza con le parole che stiamo cercando. Un’altra opzione consente di cercare in qualsiasi lingua oppure soltanto in una lingua selezionata, per esempio in italiano o in inglese. L’ultima opzione, spesso trascurata, riguarda la ricerca di brevetti e citazioni: è preferibile disattivarla quando cerchiamo studi scientifici specifici.
Google Scholar è particolarmente utile per chi non conosce le parole chiave in inglese, perché trova con grande efficacia anche le pubblicazioni in italiano. Il loro numero è consistente, quindi è molto probabile trovare studi interessanti. Il motore di ricerca permette inoltre di creare avvisi, così da rimanere aggiornati sugli argomenti che ci interessano.
Opzioni aggiuntive
Google Scholar offre anche diverse funzioni molto utili oltre alla semplice ricerca delle pubblicazioni. Sotto ogni risultato troviamo l’icona della stella e quella delle citazioni, il numero di citazioni, gli articoli correlati e tutte le versioni disponibili. A destra dell’articolo, quando è disponibile una versione PDF della pubblicazione, compare inoltre la dicitura «PDF», che permette di avviarne il download.
La prima icona, la stella, consente di aggiungere gli articoli alla nostra raccolta nell’account Google. «La mia raccolta» si trova sulla destra, subito sotto l’icona dell’account Google. Qui sono disponibili tutti gli articoli contrassegnati con la stella. Possiamo modificare i dati bibliografici dei documenti oppure esportarli nei formati BibTeX, EndNote, RefMan e CSV.
La seconda icona è il simbolo delle virgolette e corrisponde alla funzione «Cita». Grazie a essa possiamo generare la citazione bibliografica del documento negli stili MLA, APA e ISO 690 per i programmi BibTeX, EndNote, RefMan e RefWorks. Subito dopo troviamo la funzione «Citato da», che permette di vedere chi ha citato l’articolo che ci interessa. Un’opzione molto simile è «Articoli correlati».
Le funzioni «Citato da» e «Articoli correlati» consentono di trovare articoli simili senza dover continuare a esplorare Scholar: le informazioni aggiuntive saranno disponibili direttamente in queste sezioni. L’ultima opzione, «Tutte le versioni», mostra ogni versione disponibile di un determinato articolo.
Ricerca avanzata su Google Scholar
Per gli utenti più esperti sono disponibili ulteriori opzioni di ricerca in Google Scholar, che restringono i risultati ottenuti. Tuttavia, pochi sanno dell’esistenza della ricerca avanzata in Scholar. Nell’angolo in alto a sinistra si trova l’icona con tre linee orizzontali, cioè il Menu. Facendo clic su di essa, troviamo l’opzione «Ricerca avanzata», che permette di restringere i risultati. Qui possiamo specificare se una determinata parola chiave deve comparire nel testo oppure soltanto nel titolo; possiamo anche cercare i lavori di un autore specifico.
Il primo campo, «Trova articoli con tutte le parole», permette di usare l’operatore AND, cioè di cercare entrambe le parole inserite quando compaiono insieme nel testo o nel titolo. La presenza di entrambe è obbligatoria affinché il risultato venga mostrato. Il campo successivo è «Trova articoli con la frase esatta», che consente di usare più parole come un’unica espressione. Il terzo campo, «Trova articoli con almeno una delle parole», utilizza l’operatore OR e mostra i risultati che contengono almeno una delle parole inserite. Il quarto campo, «Trova articoli senza le parole», usa l’operatore NOT per escludere una parola chiave indesiderata.
Sotto i campi di ricerca possiamo scegliere se le parole chiave devono comparire nel titolo oppure nel testo della pubblicazione. Il quinto campo permette di cercare i lavori di un autore specifico; nel sesto possiamo inserire il nome di una casa editrice, mentre l’ultimo consente di cercare pubblicazioni comprese in determinati anni.
Google Scholar basta per trovare le pubblicazioni che ci interessano?
Scholar è adatto soprattutto a chi è alle prime armi e agli studenti, ma dà il meglio di sé quando si cercano informazioni molto specifiche. Il problema principale è la forte selezione degli articoli mostrati: per trovare ciò che cerchiamo dobbiamo spesso investire un po’ di tempo. In altri motori di ricerca, come ScienceDirect, possiamo restringere i risultati in base al tipo di pubblicazione desiderata. È particolarmente utile quando cerchiamo informazioni molto diverse sullo stesso argomento.
Immaginiamo di dover scrivere un articolo sul ruolo della vitamina D nel sistema immunitario. Il testo deve essere dettagliato, quindi all’inizio vogliamo spiegare che cos’è la vitamina D, da dove proviene e come avviene la sintesi cutanea, per descrivere solo in seguito il suo effetto sul sistema immunitario.
Utilizzando motori di ricerca più avanzati, dopo aver inserito la parola chiave «vitamin D» possiamo restringere le pubblicazioni alle enciclopedie. Qui troveremo informazioni di base e una descrizione della sintesi cutanea. Per descrivere il ruolo della vitamina D nelle reazioni immunitarie, invece, ci saranno utili gli articoli di ricerca e le revisioni della letteratura.
Infine, possiamo cercare meta-analisi sul rapporto tra determinate malattie infettive e la concentrazione di vitamina D nel sangue. Google Scholar non permette di farlo in modo diretto. Inserendo le parole chiave «vitamin D» e «infectious diseases» otterremo un’ampia gamma di pubblicazioni diverse, dalle quali forse riusciremo a selezionarne soltanto alcune utili.
Ciononostante, Google Scholar è uno strumento utile per orientarsi in generale all’interno di un determinato ambito. Inserendo un argomento specifico nel motore di ricerca Scholar, possiamo capire quali collegamenti sono più pertinenti e quali temi vale la pena approfondire.
Torniamo all’esempio della vitamina D. Se inseriamo nel motore di ricerca soltanto «vitamin D», probabilmente compariranno alcune pubblicazioni generali sull’argomento. Tuttavia, nei risultati successivi vedremo collegamenti come vitamina D e diabete, vitamina D e malattie cardiovascolari e così via. In questo modo potremo orientarci meglio e capire quanto siano ampie le funzioni della vitamina D.
Se sei alle prime armi, questa guida dovrebbe aiutarti a cercare informazioni su Google Scholar. Non temere di usare le opzioni avanzate, che semplificano notevolmente il lavoro. Altre banche dati utili in ambito medico sono, tra le altre, ResearchGate, ScienceDirect e PubMed.
Riepilogo
- Che cos’è Google Scholar? È un motore di ricerca online gratuito e specializzato, che permette di consultare banche dati contenenti pubblicazioni scientifiche di diversi ambiti.
- Grazie a questo strumento possiamo trovare studi scientifici che nella ricerca standard finirebbero nelle pagine più lontane a causa di un posizionamento peggiore.
- Quando usiamo Google Scholar, conviene sfruttare le opzioni aggiuntive e la ricerca avanzata.
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