Come scrivono le persone cieche? Storia e metodi di oggi
Nel mondo oltre 300 milioni di persone hanno una disabilità visiva, di cui 45 milioni sono completamente cieche. Per consentire loro di creare e leggere testi sono state sviluppate diverse soluzioni. Vediamo come scrivono oggi le persone cieche e quali metodi usavano in passato.
Come scrive una persona cieca?
Le persone cieche usano l’alfabeto Braille, che prende il nome dal suo inventore, Louis Braille. Lo ideò a soli 15 anni. L’alfabeto fu pubblicato nel 1829 e il primo libro in Braille uscì otto anni dopo: curiosamente, raccontava la storia della Francia.
Il Braille si basa su 6 punti in rilievo, le cui diverse combinazioni corrispondono alle lettere dell’alfabeto.
Per scrivere su carta, le persone cieche utilizzano le macchine per scrivere in Braille, tra cui Perkins, Eurotype e TatraPoint. La carta deve essere più spessa e rigida di quella comune, così da mantenere i punti in rilievo.
E come navigano su Internet? Usano i lettori di schermo, cioè software che trasformano il testo in voce sintetica. Tra i più diffusi ci sono NVDA, gratuito, e JAWS, a pagamento. Questi strumenti permettono alle persone cieche di usare il computer, scrivere testi e svolgere molte professioni.
Soluzioni digitali di questo tipo si sviluppano già dagli anni 2000. La loro rapida evoluzione ha dato impulso alla tifloinformatica, che si occupa di progettare hardware e software accessibili alle persone con disabilità visiva.
Nonostante la sua semplicità e diffusione, il Braille presenta anche alcuni limiti. I testi occupano molto più spazio: per esempio, la saga di Harry Potter arriva a 36 volumi in Braille, contro i 7 dell’edizione a stampa. Inoltre, gli elevati costi di produzione e le tirature ridotte rendono questi libri molto più costosi.
Come scrivevano le persone cieche in passato?
I metodi precedenti erano molto meno efficaci. Inizialmente si cercava di dare forma alle lettere con materiali come legno, feltro o pezzi di filo metallico. Queste soluzioni, però, non consentivano ancora alle persone cieche di scrivere autonomamente.
Una svolta arrivò con le tavolette cerate, già ai tempi di Quintiliano: permettevano di incidere le lettere.
Il problema, questa volta, era la lettura: i segni incisi si cancellavano rapidamente. Un’altra soluzione fu la scrittura a nodi, che permetteva sia di scrivere sia di leggere annodando una corda. Il significato dipendeva dalle dimensioni e dal numero dei nodi, oltre che dalla distanza tra loro. Come si può immaginare, però, comunicare in questo modo era estremamente lento.
Alla fine si diffuse l’alfabeto ideato da Louis Braille, che trasse ispirazione da un sistema militare. La sua scrittura a punti si basava infatti su un codice usato dall’esercito francese per trasmettere ordini al buio senza parlare. Quel codice utilizzava 12 punti in rilievo anziché 6. Louis Braille lo semplificò e in seguito lo ampliò, aggiungendo la notazione matematica e quella musicale.
Riepilogo
- Il Braille è un sistema di scrittura comunemente usato dalle persone cieche.
- Le persone cieche possono scrivere con macchine per il Braille e con software dedicati sul computer.
- Grazie ai progressi tecnologici, possono usare il computer, navigare su Internet e svolgere molte professioni.
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